Mai vittoria è stata più bella e completa di quella conquistata dalle ragazze junior italiane dirette dal c.t. della Nazionale Edoardo Salvoldi ieri ai Mondiali junior di Montichiari.
Infatti sul prestigioso anello coperto del velodromo monteclarense Chiara Consonni, Martina Fidanza, Vittoria Guazzini e Letizia Paternoster hanno vinto il titolo di campionesse del mondo nell’inseguimento a squadre.
Questa è una vittoria diversa dalle altre per almeno tre motivi.
Di per sé vincere un Mondiale è un’impresa eccezionale e non comune. Ciò che rende memorabile l’impresa delle ragazze dirette da Salvoldi è che questo è addirittura il secondo mondiale consecutivo conseguito nella stessa disciplina (e vanno ricordati anche i tre europei vinti consecutivamente dal 2015 al 2017).
Ma il dato mostruoso è che durante questi mondiali le “Fab Four” italiane hanno migliorato per due volte, una volta in qualifica, una volta in finale, il record mondiale, peraltro già detenuto dall’Italia e fatto registrare sempre a Montichiari nell’Europeo del 2016. Ora quindi il record è di 4’21”554.
Migliorare il record del mondo in una qualsiasi disciplina vuol dire entrare nella storia, vuole dire essere le più forti di sempre.
Ma c’è un altro fatto a rendere indescrivibile la grandezza di Chiara, Martina, Letizia e Vittoria: il record non è stato battuto, ma è stato polverizzato, perché le ragazze hanno abbassato il tempo di circa 6 secondi.
Pazzesco.
Sei secondi sono un’eternità su una prova di questo genere, e in particolare Letizia Paternoster e Chiara Consonni, presenti nel quartetto sia nel 2016 che nel 2017, potranno raccontare ai propri nipoti di aver vinto due Mondiali consecutivi e di avere migliorato per tre volte il record mondiale di disciplina.
Quanti altri atleti possono vantare a 18 anni risultati di questo genere?
Pochi, pochissimi. E la strada è tutta da tracciare.
La vittoria del quartetto dimostra l’esistenza di un movimento femminile che non ha eguali per quantità e qualità nella storia del ciclismo femminile italiano e mondiali. Non si ricorda un dominio altrettanto sfacciato di qualche altra nazione nel mondo.
Una vittoria per la quale bisogna essere grati a queste fantastiche ragazze, allo staff della Nazionale, alle tre squadre di club che le hanno cresciute (Eurotarget, Valcar – PBM e Vecchia Fontana), ma soprattutto ai tifosi.
Sui social ieri è stato il delirio: il followers delle quattro ragazze su Instagram sono 36.000 e la clip video di BICITV dedicata alla vittoria delle ragazze è stata condivisa in una sola notte da 214 persone per un totale di 5.000 visualizzazioni (e i numeri, di certo, aumenteranno).
Ci sono atlete formidabili, c’è un grande staff, c’è un movimento ciclistico femminile talmente valido da produrre atlete di questo calibro, esiste un pubblico che ama queste ragazze e finalmente ci sono i primi sponsor, autentici “pionieri” che hanno capito che sognare le Olimpiadi di Tokyo è un traguardo ampiamente alla portata e che hanno toccato con mano quanto, in quest’epoca di social media, puntare dritti su una nicchia prima di tutti gli altri (la cosiddetta “mucca viola”, per dirla alla Seth Godin, con i suoi “early adopters”) sia e continua ad essere la scelta più logica e vincente.